Turismo e terremoto: marketing territoriale per zone colpite da disastri naturali – parte 1

Afflitti e colpiti dal terremoto, noi marchigiani siamo in preda ad un crescente senso di disorientamento.

Dietro ogni problema c’è un’opportunità. Diceva Galileo Galilei

Oltre alla lentezza della normativa per la ricostruzione, i danni sono talmente tanto ingenti da far fatica ad intravedere uno sviluppo locale diffuso.

Eppure un modo c’è, se lo si vuol vedere.

Affetta da deformazione professionale, non riesco ad esimermi dall’individuare quali sono i punti di partenza e chiarire dove e come si è voluto investire fino ad oggi. Ciò perchè si possa ripartire da quanto di buono e stato fatto e gettar via le “mele marce”. Marketing territoriale, sviluppo di nuovi business e architettura infatti hanno molti punti in comune e combaciano quando si tratta di nuove ri-progettazioni.

Partiamo da un concetto di architettura ed urbanistica basilare.

L’emozione architettonica si verifica quando l’opera risuona dentro di noi in armonia con un universo alle cui leggi tributiamo obbedienza, fede e rispetto. Le Courbusier

Semplice. Chiaro. Pulito. Il legame con l’universo è il senso con cui le costruzioni dovrebbero essere concepite e realizzate. Un criterio chiave da cui anche la stessa valorizzazione territoriale può prendere spunto e generare traffico turistico.

Certo, a seguito di un disastro naturale non è facile inquadrare la giusta strategia per risollevare l’indotto turistico della zona colpita, ma facciamo un piccolo passo indietro e ripartiamo da com’erano le Marche prima del disastro.

Ecco qui di seguito una breve analisi SWOT pre-terremoto, con punti di forza e di debolezza, rischi ed opportunità per nuovi flussi turistici.

 Punti di forza

  • numerosi paesaggi naturalistici: mare, collina, montagna
  • Museo d’impresa diffuso (ne parleremo): alta imprenditoria medio-piccola e alta qualità di lavoro e prodotto nelle imprese medio-grandi
  • territorio tranquillo e poco caotico, ideale per specifici target di turismo
  • forte attrazione delle produzioni locali da parte di Paesi esteri (export in ripresa dal 2015)
 Punti di debolezza

  • scarsi collegamenti e trasporti pubblici tra le varie zone
  • offerta turistica poco strutturata
  • accoglienza turistica poco strutturata (ad esempio scarsa conoscenza delle lingue in contesti medio-piccoli)
  • scarsa sensibilità verso tecniche di valorizzazione territoriale, se non in momenti in cui il settore industriale è in decrescita
  • scarsa rete di influencer esterni (personaggi noti che si fanno promotori del territorio e del suo patrimonio)
  • crisi economica nella PMI (piccola e media industria): nel 2016 il tasso di cessazione imprenditoriale risulta di gran lunga superiore alla media nazionale, seppur in calo rispetto agli anni passati.
 Opportunità

  • patrimonio storico-architetturale poco valorizzato e comunicato in modo inappropriato
  • settore agricolo, artigianale ed industriale da valorizzare a livello di comunicazione territoriale sia in ambito nazionale sia internazionale
  • importanti tradizioni storico-popolari da valorizzare sia in ambito nazionale sia internazionale
  • disastro naturale (terremoto Centro Italia) come opportunità di riprogettare il territorio, con nuove caratteristiche utili alla popolazione, alle sue eccellenze e al settore turistico in genere
Rischi

  • mancanza di identità territoriale forte: l’alto individualismo porta con sé una scarsa comunicazione integrata ed un’offerta estremamente frammentata
  • scarsa conoscenza esterna delle eccellenze territoriali e dei punti di forza
  • esperienza turistica nel territorio basata esclusivamente sul lato naturalistico
  • drastico calo turistico a fronte dei recenti disastri naturali

Come si può notare, vi erano molti margini di miglioramento anche prima del Terremoto del Centro Italia nessuno dei quali era abbastanza valorizzato, vuoi per mancanza di fondi vuoi per una scarsa cultura all’accoglienza e alla condivisione disseminata in tutta la regione (non solo nei Comuni successivamente colpiti dal disastro).


Cosa si può fare ora? Qui di seguito gli articoli che usciranno nei prossimi giorni:

  • Cos’è il marketing turistico territoriale
  • Perché parlare di turismo in un momento in cui molti marchigiani non hanno più una casa?

 

 

Un pensiero su “Turismo e terremoto: marketing territoriale per zone colpite da disastri naturali – parte 1

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